Ciao papà...ho proprio voglia di scriverti un pò per sapere come stai
papà

Ciao Papà

Sono tante le cose che vorrei dirti, soprattutto in questo momento in cui è impossibile vederci.

Le distanze sembrano essere davvero insormontabili e lo schermo di un telefono sostituito a baci e carezze a volte aumenta la malinconia invece di colmarla.

Ma come mi insegni tu, papà, giovane o vecchio eroe di mille battaglie per la vita, tutto passa, come la pioggia.

I temporali non fanno altro che portare aria pulita, linfa per le piante e pulizia.

Questo periodo denominato il lungo temporale non potrà che fare spazio a una nuova vita.

Noi figli siamo degli inguaribili eterni bambini, perché infondo a 30, 40, 50 anni nonostante siamo anche noi papà abbiamo sempre questo incessante bisogno fisico di giocare.

Non ti nascondo, che spesso vorrei giocare proprio con te.

Vorrei dare maggiore importanza al tempo papà, all’adesso. Invece mi preoccupo soltanto di rincorrerlo chiamandoti e chiedendoti sommariamente come stai.

Vorrei potermi per una volta fermare non preoccupandomi del tempo che passa e della paura di aver sciupato il tempo che avevamo a disposizione.

Prima di cadere nel rimpianto, voglio agire adesso per non dire un domani:

“avrei potuto parlare di questo o di quello”

e pensare lo stesso dei miei figli innescando una lunga catena.

Sprecare il tempo, ammazzarlo, disperderlo in questo momento non s’adda fare e così papà ho scelto di scriverti due righe per parlare del più e del meno, per raccontarti cosa sto vivendo, per chiederti consigli e per dirti di quanto ogni singola parola, anche la più stupida rappresenta esclusivamente una dichiarazione d’amore a te e a tutti i papà dell’universo.

Sai papà, mi chiedo spesso chi sono, dov’è la gioia che rincorro in continuazione e ogni quanti desideri effettivamente riesco a realizzarne qualcuno?

Tu come hai fatto? Mi serve davvero pormi tutte queste domande oppure è necessario agire?

Hai qualche anno di più e forse troverai una risposta a queste semplici ma ricorrenti domande.

Possono forse un telefono, un’auto, un vestito nuovo, un successo lavorativo o uno sport riempire il vuoto di questo presente?

Ti sei mai chiesto cosa sta succedendo adesso? È da giovane ti chiedevi come avresti fatto a tirarmi su o hai agito d’istinto?

Sono tutte cose che mi piacerebbe sapere, perché quando ero bambino ricordo che ogni problema avessi, problemi che a me sembravano insormontabili, tu riuscivi a risolverli davvero con poco, anche solo con una smorfia del volto.

Vorrei tornare indietro solo per sedermi come uno spettatore e osservarti fare il papà per poter apprendere uno dei mestieri più antichi e difficili del mondo.

In questa festa, che poi è una ricorrenza religiosa o pagana che sia, ti dico che

ti voglio bene, con la promessa di ripetertelo ogni giorno con tutta la gratitudine che ho dentro.

Mentre cambio un pannolino, mentre corro a lavoro, mentre preparo la cena o gioco con i miei figli ti dico che ti voglio bene e ti ringrazio per come hai vissuto la tua paternità.

Ci vediamo presto papà.

Questa intima condivisione vuole essere anche un messaggio a tutti i papà vicini e lontani.

A tutti i papà del mondo…buona festa del papà! 

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